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Pavone Canavese, Oratorio di Santa Marta - domenica 10 giugno 2007 - ore 21,15
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L'arte di stare in scena:
Mozart, Rossini, Donizettia

Natalie Lemercier Miretti (soprano)
Massimo Musicò (tenore)
Kang Myoung Hee (soprano)
Alberto Oddenino (baritono)
al pianoforte Andrea Mauri
LA NUOVA ARCA - ACCADEMIA DELLA VOCE

Donizetti
Donizetti
Rossini
Rossini

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L’opera italiana del primo Ottocento è debitrice non solo della tarda scuola napoletana di Cimarosa e Paisiello, ma anche e forse soprattutto delle opere “italiane” di Mozart, in particolare dei tre capolavori librettistici di Lorenzo da Ponte: Le nozze di Figaro (1786), Don Giovanni (1787), Così fan tutte (1790). Questa eredità viene raccolta in modo straordinariamente originale da Rossini, personalità che domina incontrastata fino al 1830. Tanto nel campo dell’opera buffa, quanto in quello dell’opera seria egli porta a conclusione ed esalta la grande tradizione settecentesca.
La Semiramide (1823) offriva un ultimo esempio di opera legata alla perfezione formale e al belcanto. Bellini e Donizetti si misero su diversa via. Con loro nasce il nostro teatro musicale romantico: il belcanto viene asservito al pathos, il finale lieto cede il posto con sempre maggiore frequenza a quello tragico, la raffinata scrittura strumentale e armonica al largo uso di melodie di gusto popolare. L’unico compositore che, dopo Rossini, abbia lasciato capolavori nel genere comico è Donizetti, che tende a inserire il pathos e l’elegiaco anche nell’opera buffa, rivalutando una vecchia caratteristica dell’opera napoletana elusa da Rossini. Ma il cambio d’epoca è presente in modo plateale nei soggetti e nei personaggi: la storia medievale e moderna diventa la fonte principale di ispirazione e lo sfondo su cui agis-cono personaggi di toccante umanità. Vittime innocenti, scene di delirio, eroi rinunciatari, che preparano l’avvento del genio di Verdi.
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