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Castello di Masino - 23 maggio 2007 - ore 21.00
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“Mirate, nel cielo notturno”
Sigismondo D’India tra musica e poesia alla corte Sabauda
Musiche e Balli di Sigismondo d’India eseguite da Gli affetti Musicali
Direttore Claudio Chiavazza
Testi di Francesco Petrarca, Gaspara Stampa, Cesare Pavese, Gesualdo Bufalino
Letture di Elena Bedino, Camillo Gallo, Omar Ramero
A cura di Alice Fumero

CREAZIONE DEL PARCO

Castello di Masino
Castello di Masino
T.Borgonio, Musici, Biblioteca Reale, Torino
T.Borgonio, Musici, Biblioteca Reale, Torino
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“Mirate nel cielo notturno” gli astri di un tempo, la cui luce illuminò le sale dei castelli e rinverdì i giardini delle corti di Carlo Emanuele I di Savoia. La musica del “nobile” palermitano Sigismondo D’India (1580-1629), che tra le corti più belle e ricche del seicento desiderò più delle altre quella torinese, risuonò ai fastosi banchetti e alle nobile nozze dei reali sabaudi; le sue incantevoli melodie furono voce e anima delle poesie del Petrarca, Tasso e Marini. Divenuto “Maestro di Cappella” nel 1611, Sigismondo trasformò la musica in un necessario e gradito complemento alle feste che Ludovico di San Martino d’Agliè – eclettico gentiluomo favorito dei Savoia – introdusse alla corte sabauda. Tra balletti di “ninfe leggiadre”, correrie di nobili cavalieri, cacce e tornei, mascherate in interminabili notti carnevalesche, favole bucoliche e piscatorie marine, si animano le prime scene del melodramma piemontese. Tra testi drammatici, popolati di personaggi propri dell’immaginario epico, mitologico o pastorale, e fra poemi affidati alla monodia, la parola si incatena alla musica rendendola vibrante di coraggio e di amore. Incline alla malinconia e alla irrequietezza, Sigismondo, come un nuovo Orfeo, si insinua tra i personaggi che il suo canto evoca, investigandone le profondità dell’anima e delle trame. “Mirate nel cielo notturno” vuole essere un omaggio a questo compositore, caduto in un trecentenario silenzio, e attraverso la sua musica, evocare, da dietro le quinte, le ombre danzanti che infusero vita alle liriche festive della corte di Carlo Emanuele I. Un complesso di “sonatori rinascimentali” accompagnerà sulla risorta scena voci “narranti” del passato che tramanderanno gli istanti in cui Sigismondo D’India offrì al cielo sabaudo melodie, parole e sogni... e tra i suoni sembrerà di vedere Orfeo, il dio della musica e della poesia, sorriderci.

Letture

Crocana della piscatoria tratta dalla biblioteca Reale di Torino
Petrarca “Voi che ascoltate”
Gaspara Stampa “Voi che ascoltate”
Pavese: “L’incosolabile” tratto da Dialoghi con Leucò
Bufalino: “Euridice” tratto da L’uomo invaso

Ingresso €. 8,00
Per informazioni:
Il Contato del Canavese
0125/641161
www.teatrogiacosa.it
www.giuseppegiacosa.it
info@ilcontato.it

ufficio stampa Rita Ballarati 333/6728569


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