Pochi avevano avuto notizia prima del 1942 dell'esistenza del carteggio Boito-Duse: da una parte il temperamento di Boito, uomo morbosamente geloso della propria intimità, e dall'altra la Duse, irruenta, capricciosa che voleva "vivere al modo di Shakespeare".
Sei giorni dopo il debutto dell'Otello alla Scala, Boito, Verdi, la Strepponi e Giacosa erano nello stesso palco al Manzoni di Milano per la Pamela nubile interpretata dalla Duse. L'attrice ricorderà così quell'incontro: " Vi ricordate una delle prime sere? Verdi era in palco con voi...Avevate dei fiori all'occhiello. Veniste da me all'intervallo e nell'andar via le dieci dita si sono intarsiate l'un con l'altra".
Lettere che sanno di lontananza, pianto, sogni e passioni. Il carteggio tra i due amanti, che trovarono in Canavese i luoghi più rispettosi e accoglienti per il loro amore, è pieno di illuminazioni fugaci su un mondo, un'epoca e soprattutto un modo di comunicare che sono l’”altra faccia della luna” rispetto all’odierna tecnologia invasiva e onnipresente degli sms.
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