“Com’ è arrivata? Può immaginare un meteorite che ti piomba ridendo in sala da pranzo? La prima volta che vidi Mina, fu da spettatore. Ero con mia moglie, eravamo fidanzati. Eravamo tra il pubblico della Sei Giorni della Canzone allo Smeraldo. A un tratto eccola lì, in palcoscenico, come un fatto fino allora sconosciuto, qualcosa che se non fosse apparsa non avresti potuto immaginarla. La configurazione fisica di una grande energia, di un fatto a sé, della promessa di una serie di cose incredibili che da lì in poi sarebbero successe. Fu entusiasmante già quella prima sera, dal primo istante, al di là di come cantasse; e cantava in maniera a dir poco choccante, sorprendente, nuova. Fenomenale. Un fenomeno alla latina. Simpatica. Il suo è stato un arrivo imprevedibile”.
Queste parole incantate, mitizzanti di Gigi Vesigna ispirano anche questo progetto musicale di Paola Mei e Sandro Gibellini: l’idea, certo non inedita, ma sempre fascinosa, di riproporre e ripensare il repertorio di Mina, accostando la vocalità italiana al jazz. Ne vien fuori uno spettacolo di assoluta originalità, dove anche brani ascoltatissimi, come Tintarella di luna o Parole parole, rivelano una vitalità e uno slancio che li rendeno autenticamente classici.
Gli arrangiamenti raffinati di Sandro Gibellini trasformano, senza snaturarli, brani come Tintarella di luna o P arole parole in cammei di vocalità e ritmo.
Ingresso €. 8,00
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