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Il teatro e la sua storia

La storia del Teatro Giacosa inizia nel 1829, quando l’Amministrazione Comunale di Ivrea affidò all’architetto Maurizio Storero l’incarico di progettare il Nuovo Teatro Civico. Il modello seguito da Storero fu quello, consueto per l’epoca, detto all’italiana: una sala a ferro di cavallo con palchi sovrapposti distribuiti in tre ordini e sovrastati dal loggione. Gli affreschi del soffitto, con le Muse e Giove sul carro trionfale, vennero dipinti da Giuseppe Borra; il sipario principale e alcuni scenari da Franco Sevesi e Luigi Vacca, pittori legati alla corte sabauda.
Il Teatro Civico venne inaugurato il 5 luglio 1834, in occasione della festa patronale di San Savino, con tre rappresentazioni liriche: Giulietta e Romeo e La gioventù di Enrico IV di Nicola Vaccai e Il Nuovo Figaro di Luigi Ricci.
Da allora lo spazio teatrale di Ivrea ha ospitato compagnie di prosa, opera lirica, danza ed operetta e da Gustavo Modena a Eleonora Duse ed Ermete Novelli vi sono passati tutti i grandi protagonisti della scena italiana tra Otto e Novecento.
La sera del 30 novembre 1922 il Teatro Civico venne intitolato a Giuseppe Giacosa (1847-1906), celebre commediografo e librettista pucciniano, nato a Colleretto Parella, nei pressi di Ivrea. Giacosa nel 1900, nel corso delle celebrazioni per il Bimillenario della città, vi aveva letto uno dei suoi testi più famosi, Come le foglie. L’iniziativa di dedicargli il Teatro Civico fu di Salvator Gotta, altro importante scrittore, nativo di Montalto Dora, sempre nei pressi di Ivrea.
Sottoposto a numerose ristrutturazioni e ad un periodo di chiusura (1896-1897), negli anni ‘30 il Giacosa cadde in una fase di declino, sia dal punto di vista strutturale che sul versante dell’attività artistica. Ormai nell’incuria e nell’abbandono, nel 1942 venne dichiarato inagibile e adibito a magazzino militare. Resterà chiuso - a parte la brevissima riapertura per il Carnevale del 1947 - fino al 1958, quando Adriano Olivetti, in quegli anni sindaco di Ivrea, lo riconsegnò al pubblico con un restauro fulmineo, tipico del genio olivettiano, inaugurandolo il 13 dicembre con un concerto dell’Orchestra Sinfonica di Torino della RAI.
Per un quarto di secolo il Teatro conobbe un’attività intensa e di elevatissimo livello con il passaggio di artisti come Tino Buazzelli, Aroldo Tieri, Valeria Moriconi, Valentina Cortese, Dario Fo, Raf Vallone, Adriana Asti, Salvo Randone, Franco Parenti, Corrado Pani, Giorgio Albertazzi, Anna Proclemer, Franco Branciaroli.
A partire dal 1963 fino al 1985 ne è stato direttore artistico Giuseppe Maria Musso (1914-1999). Nel 1967 Ivrea è stata sede dello storico convegno della neoavanguardia teatrale italiana.
Nel 1985 nuove norme in materia di sicurezza dei locali pubblici hanno condotto alla chiusura del Teatro, che a causa dell’aumento dei costi di ristrutturazione e di difficoltà politico-amministrative si è protratta fino al 1998.
Con la stagione 1999-2000 il Teatro Giacosa ha iniziato una nuova fase della sua vita artistica e culturale: teatro non di provincia, ma di frontiera, non solo di ospitalità, peraltro prestigiosa, ma soprattutto di produzione, il Giacosa si è imposto come uno dei teatri municipali più attivi e innovativi del Piemonte, puntando sulla nuova drammaturgia, su giovani registi e attori, sulla pluralità delle arti sceniche e sul dialogo tra le forme espressive contemporanee.
A partire dalla stagione teatrale 2000-2001 il teatro Giacosa è gestito dall’Associazione Il Contato del Canavese.

Presidente dell’Associazione è il Maestro Antonello Gotta.

Mario Liore, è direttore organizzativo dell'Associazione dalla sua fondazione nel 1995.

 
Bibliografia:
Federico Perinetti, Ivrea, storia breve dalle origini ai nostri giorni, Aldo Cossavella Editore, Ivrea, 1989;
Daniela Broglio - Paola Peila, Il Giacosa di Ivrea. Storia di un teatro, Bolognino Editore, Ivrea, 1994;
Anna Zanelli Spiller, Un teatro per immagini, IvreaGrafica Editrice, Ivrea, 1996

 

 

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