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28 Febbraio 2018 ore 20.45

Teatro Giacosa, Ivrea

Una delle ultime sere di Carnovale

di Carlo Goldoni
con Antonio Sarasso, Maria Alberta Navello, Alberto Onofrietti, Diego Casalis, Daria-Pascal Attolini, Andrea Romero, Marcella Favilla, Matteo Romoli, Eleni Molos, Erika Urban, Alessandro Meringolo, Geneviève Rey-Penchenat, Giuseppe Nitti
regia Beppe Navello
coreografie Federica Pozzo
luci Luigi Saccomandi
musiche Germano Mazzocchetti
scene e costumi Luigi Perego

FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA

Dice Goldoni nella premessa a questa sua fortunata commedia di aver voluto raccontare una “metafora” autobiografica: in procinto di partire per la Francia, nel 1762, per sfuggire alle invidie e alle critiche che la sua riforma teatrale suscitava, ha pensato come propria la storia di Anzoletto, disegnatore di stoffe veneziano deciso a portare in Moscovia la sua creatività, anche lui disgustato dalle difficoltà di lavorare in patria.
Ed è proprio la scelta di parlare d’altro per parlare di sé che ci conferma la validità di assumere le parole di un grande testo classico per riflettere sui nostri problemi. Una lingua perfetta e vivace, straniera come il veneziano di trecento anni fa ma facilissima da capire perché diventa quella universale del migliore palcoscenico, ci coinvolge in un’irresistibile condivisione poetica.
Attraverso i toni sarcastici e irriverenti della commedia utopistica settecentesca, Una delle ultime sere di Carnovale ha l’ambizione probabilmente ingenua “di proporre umili pause di riflessione civile a un paese troppo affannosamente confuso nella propria contemporaneità”. È il momento di un’altra perdurante ragione di ansia collettiva, che dopo tre secoli riappare puntuale nel dibattito pubblico italiano: quello dei giovani costretti dall’indifferenza del mondo dei padri, a portare altrove, lontano, la loro voglia di lavorare per il futuro. I titoli giornalistici si sprecano, svariando in formule stereotipate quali “la fuga dei cervelli” o “la ricerca in esilio” o altro ancora. E dunque, nessuno meglio di una compagnia di giovani attori come quella che abbiamo cresciuto in questi anni a TPE, che si è affermata in numerose prove di ardua difficoltà, potrebbe portare in scena un tema di così bruciante attualità.
L’allestimento scenografico utilizza le riproduzioni di due opere di Canaletto dalle collezioni Intesa Sanpaolo nell’ambito della collaborazione per la mostra “Bellotto e Canaletto. Lo stupore e la luce”, tenutasi alle Gallerie d’Italia in Piazza Scala a Milano.



 

 

 

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