regione piemonteCittà di IvreaComune di Montalto DoraComune di BanchetteComune di Colleretto GiacosaComune di BollengoComune di San Giorgio CanaveseIl Contato del Canavese

07 Febbraio 2018 ore 20.45

Sala Emilio Pinchia, Banchette

Io sono uno

Omaggio a Luigi Tenco a 50 anni dalla scomparsa

di Renzo Sicco

regia di Renzo Sicco
con Edoardo Cerea voce, armonica e chitarra
Davide Cignatta chitarre
Elisa Aragno flauto,
Salvatore Chillemi fisarmonica
Gisella Bein voce recitante

Assemblea teatro

“Io sono uno che parla troppo poco, questo è vero,
ma nel mondo c’è già tanta gente che parla, parla, parla sempre,
che pretende di farsi sentire e non ha niente da dire”.
Luigi Tenco

A 50 anni dalla sua scomparsa, torniamo a rendere omaggio a questo grande autore, compiendo un viaggio nel Tenco artista e uomo. Lo spettacolo regala uno spaccato della carriera artistica di Luigi Tenco ma anche della sua ricchezza di autore anticonformista e innovativo.
Le sue sono suggestioni sottili, che diventano profondamente intime, capaci a volte di innescare riflessioni su temi universali e che sono state capaci di influenzare generazioni di musicisti.
Un recital spettacolo che porta in primo piano soprattutto quello che le parole e le melodie di Tenco spesso adombravano soltanto nello spazio breve di una canzone.
Da un lato, le profonde inquietudini di una generazione chiamata a portare a compimento le grandi trasformazioni della società italiana negli anni Cinquanta e Sessanta, dall’altro una sorta di aristocratico fastidio per tutto ciò che atteneva alla rappresentazione più scanzonata e banale di quella società nelle canzoni. Un percorso interno alle parole e alle musiche che Tenco compose e incise quasi febbrilmente tra il ’59 e il ‘67. Un itinerario che si volge tra letture e riflessioni, capaci di ridisegnare un’epoca di veloci e grandi cambiamenti.
Io sono uno è la sua voce, malinconica e tenera, che sapeva disegnare un’intera mappa di sentimenti. Una manciata di canzoni come “Lontano, lontano”; “Ho capito che ti amo”; “Vedrai, vedrai” furono una ventata di autenticità, una novità a volte scandalosa che determinò un nuovo pathos e un diverso sguardo sul mondo.
 

 

 

Sito web realizzato da Basedue in collaborazione con Grafiche Bolognino Ivrea