Un salotto primo Novecento, sul fondo una signora anziana fuma: è Alma Schindler Mahler, una donna colma di virtù, che ha ispirato quattro grandi uomini a scrivere e comporre, dipingere e creare quella cosa tanto fragile e preziosa che si chiama arte.
Giovanissima si lega al pittore Gustave Klimt, il suo primo amore, mentre un altro Gustav, il compositore Mahler, diviene il suo primo marito: marito adorato fin tanto che un giorno Alma conosce Walter Gropius, l’amore dei giorni bui: un architetto, un poeta che canta, nei suoi disegni perfetti, i fasti, la purezza, l’innocenza della città futura! La sorte beffarda vuole però che un’amica la accompagni a una mostra e che Alma si innamori del pittore di nome Oskar Kokoschka, dando così inizio a un nuovo idillio, dopo la morte di Mahler e la sparizione di Gropius. Poi è la volta dello scrittore Franz Werfel…
Chissà perché i mariti muoiano così presto…si domanda la sconsolata vedova delle quattro arti. Come se Mahler la musica, Gropius l’architettura, Kokoschka la pittura e Werfel la letteratura nella sua vita abbiano contato qualcosa! Sono stati un fuscello, un grano di sabbia, che Alma racconta con originale e irresistibile ironia.
Il secondo monologo – affidato ad Antonietta Portulano, vedova di Luigi Pirandello – è ambientato nella clinica psichiatrica in cui la donna ha trascorso i vent’anni della sua malattia e dove la raggiunge la notizia della scomparsa del marito. La vedova lo ricorda, raccontando una storia fatta di amore e di profonda incomprensione, del desiderio dell’uomo di avere accanto a sé una compagna e non soltanto un’amante. Sarebbe stato impossibile, per Antonietta, accondiscendere al desiderio del marito, a causa della sua indole tranquilla e ritirata, incline alla contemplazione della natura e alla cura dei figli.
Il percorso verso la follia della donna è evocato con pochi tratti capaci di ricreare la sensazione angosciosa che si accompagna alla perdita del controllo di sé: se la protagonista si rivela – dalla nascita – psicologicamente fragile, pure l’autore sottolinea come possano essere poste alla base della sua rovina due cause essenziali: il fallimento dell’impresa familiare e la partenza per il fronte del primogenito Stefano.
Un Pirandello inedito emerge dal testo pungente e acutissimo di Groppali, che tra la citazione di una celebre commedia e la rivisitazione di frammenti biografici, guida lo spettatore nello scuro tunnel della pazzia, alla fine del quale un colpo di teatro attende lo spettatore.